Ebreo, socialista, polacco e omosessuale: Magnus Hirschfeld, ad oggi considerato uno dei primissimi pionieri del movimento di liberazione queer, di certo non avrà avuto vita semplice nella Germania di primo Novecento. Nonostante questo, tramite numerose attività, che spaziarono dall’associazionismo alla ricerca scientifica, Magnus riuscì a incidere profondamente sulla percezione sociale e le condizioni di vita delle persone queer dell’epoca.

Medico di formazione, Hirschfeld matura un interesse per l’indagine e la comprensione scientifica della sessualità umana attraverso l’osservazione delle mostre coloniali, specchio della mentalità e della percezione socioculturale della tematica. Iniziata la pratica professionale, il suo interesse si focalizza sull’analisi della condizione omosessuale, confrontandosi sempre più strettamente con la durissima realtà di segretezza ed emarginazione sociale vissuta dai suoi numerosi pazienti non eterosessuali. Ulteriormente suggestionato dai processi a Oscar Wilde, avvenuti in quegli stessi anni, Magnus realizza la reale gravità della condizione di vita degli omosessuali nella società dell’epoca, semplicemente insostenibile e del tutto fraintesa. Egli arrivò a sostenere, dunque, che l’omosessualità fosse una tendenza innata negli esseri umani e non una depravazione innaturale, come invece era ritenuto all’epoca dalla comunità scientifica. Uno studio approfondito e una conoscenza complessiva del fenomeno della sessualità umana avrebbero garantito, secondo Hirschfeld, la scomparsa definitiva dell’ostilità con cui tale argomento veniva affrontato e descritto; il giovane medico decise di impegnarsi personalmente affinché potesse avvenire questa trasformazione.

Festa con ospiti e collaboratori. (Hirschfeld, secondo da destra)

Nel 1896 Hirschfeld pubblica anonimamente “Saffo e Socrate”, il suo primo scritto relativo all’amore tra persone dello stesso sesso. L’anno successivo decide di dare un maggiore taglio politico al suo pensiero: il 15 maggio 1897 fonda a Berlino il Comitato scientifico umanitario (abbreviato “WHK”, dal tedesco Wissenschaftlich-humanitäres Komitee), organizzazione considerata oggi il primo gruppo di attivismo politico omosessuale mai esistito. L’obiettivo originario del Comitato consisteva nell’abolizione del paragrafo 175 del codice penale tedesco, il quale prevedeva la reclusione e la sospensione dei diritti civili per coloro che fossero sorpresi in “atti sessuali contro natura”. Il WHK lancia una petizione abrogativa che raccoglie più di 5000 firme e il sostegno dell’élite culturale tedesca e internazionale: tra i sostenitori di tale causa troviamo personaggi del calibro di Einstein, Freud, Hesse, Zweig, Tolstoj e molti altri. La proposta di abolizione della legge viene messa al voto in Parlamento nel 1898, ma il sostegno della minoranza social-democratica non è sufficiente perché venga approvata.

Nonostante il fallimento dell’iniziativa, né Hirschfeld, ormai figura di riferimento nota all’opinione pubblica tedesca, né il WHK cessano le loro attività; Magnus, al contrario, continua ad impegnarsi con rinnovata vitalità. Continua a condurre studi scientifici sul tema queer, sviluppando un particolare interesse per quello che all’epoca era definito “travestitismo”, rivoluzionandone completamente la concezione. Hirschfeld conia il termine “transessuale” identificandone la categoria clinica corrispondente, medicalizzando la loro condizione: si trattò, all’epoca, di un grande passo avanti, consentendo di considerare scientificamente e neutralmente le esigenze delle persone transessuali, fino a quel momento viste semplicemente come depravate. Le ricerche svolte nei primi due decenni del Novecento portano nel 1918 alla fondazione del “Institut für Sexualwissenschaft” (Istituto di sessuologia): oltre a raccogliere e mettere a disposizione dei ricercatori un’ampia documentazione a tematica queer, l’Istituto offriva un consultorio gratuito per chiunque lo necessitasse, occupandosi anche di contraccezione e prevenzione delle “MST” (Malattie Sessualmente Trasmissibili). Nel 1921 l’Istituto organizza il primo congresso internazionale di sessuologia e nel 1930 entra definitivamente nella storia queer come fautore della prima, famosissima, riassegnazione chirurgica di genere, condotta su Lili Elbe.

Le attività di Magnus, del WHK e dell’Istituto subiscono un tragico rallentamento con la crescita del potere nazista negli anni ’20. Hirschfeld viene ripetutamente preso di mira da gruppi armati di estrema destra e nel 1920 viene attaccato brutalmente, subendo ferite così gravi che i giornali ne annunciano la morte. Magnus non si arrende e continua la sua pratica a Berlino, in un clima di crescente minaccia, fino al 1931, anno in cui decide di lasciare il paese, trasferendosi dapprima in Svizzera e poi in Francia. La scelta è tempestiva: nel 1933 Adolf Hitler diviene Cancelliere e i nazisti, senza più nessuna remora, attaccano immediatamente l’istituto, bruciandone le biblioteche nei famosi Bücherverbrennungen. L’inizio del processo di emancipazione LGBT, che appariva ormai tanto vicino, torna improvvisamente ad essere inimmaginabile. Magnus muore a Nizza due anni dopo, senza aver rimesso piede in Germania.

Il regime nazista distrugge la collezione dell’Istituto

Nonostante questo tragico epilogo, l’impegno e le ricerche di Hirschfeld non furono certamente vani, segnando uno dei momenti di maggiore avanzamento dell’emancipazione queer di Primo Novecento. Ancora oggi le sue teorie e iniziative sono considerate una pietra miliare nella storia queer, su cui tutt* abbiamo l’onere (e onore) di costruire.


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