TDoR è l’acronimo che racchiude la sigla Transgender Day of Remembrance, giornata commemorativa in ricordo delle vittime della violenza transfobica e nei confronti delle persone di genere non conforme.

TDOR è l’acronimo che racchiude la sigla Trangender Day of remembrance, giornata commemorativa in ricordo delle vittime della violenza transfobica e nei confronti delle persone di genere non conforme.

Questa iniziativa si svolge in concomitanza alla settimana della consapevolezza Transgender che ha luogo ogni anno dal 13 al 19 novembre, prefiggendosi lo scopo di sensibilizzare la comunità LGBTQ e la cittadinanza nei confronti delle persone transgender.

La commemorazione, organizzata da MIT e gruppo T Bologna, si è tenuta il 20 Novembre in Piazza Maggiore con la partecipazione di alcune associazioni del bolognese tra cui il nostro collettivo universitario Uni LGBTQ, Non una dimeno, Cassero e altri.

TDOR 2019 in Piazza del Nettuno

Il ritrovo si è tenuto alle ore 18 ai piedi del nettuno, i partecipanti si sono riuniti attorno alla bandiera della comunità transgender adagiata al suolo e hanno potuto accendere un cero commemorativo, distribuito dalle associazioni aderenti e una volta completato il concentramento hanno preso la parola.

Gli interventi hanno puntato i riflettori sull’universo di storie sommerse e tralasciate, sulla brutalità e l’efferatezza dei crimini d’odio nei confronti delle centinaia di donne transessuali, focalizzandosi sulla matrice patriarcale e sulla violenza di genere che macerano costanti dietro a questi omicidi, senza dimenticare di puntare il dito verso altri aspetti concomitanti che le persone transessuali spesso vivono: povertà, discriminazioni legate alla condizione di sex workers, di immigrate, di donne di colore.

I dati sconvolgenti relativi al vero e proprio eccidio a cui stiamo assistendo in questi anni sono stati divulgati. Solo negli ultimi 12 mesi, dal 1 ottobre 2018 al 30 settembre 2019 sono 321 le persone transgender uccise.

Un lungo elenco di persone assassinate, con relativi dettagli sulle condizioni di ritrovamento e sulle modalità di uccisione, è stato letto tra il silenzio degli astanti, mostrando in maniera cruda l’oscenità di chi è stato dimenticato e brutalizzato tanto in vita, quanto nella morte, cancellato dalla faccia della terra per aver avuto il coraggio, la necessità semplicemente di essere.

Noi studenti di Uni LGBTQ abbiamo partecipato intervenendo a nostra volta, sottolineando la nostra intenzione di essere una risorsa presente, consapevole, informata e riportando dettagli sulle statistiche relative agli omicidi e sottolineando l’esigenza di porre l’attenzione al sommerso che ancora potrebbe venire a galla.

Come collettivo sentiamo l’esigenza di essere una voce politica presente nella scena dell’attivismo politico bolognese e non solo, muovendoci nell’ambito di una lotta che abbia sempre come riferimento lo stampo transfemminista e intersezionale, che non dimentichi il nesso causale tra la povertà, l’emarginazione, l’oppressione di genere, la discriminazione razziale.

Noi di Uni LGBTQ, anche attraverso la partecipazione a eventi come il TDOR, rivendichiamo lo spazio di parola degli ultimi.


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