La sera del 17 febbraio Bologna è tornata in strada per sensibilizzare alla liberazione di Patrick George Zaky, lo studente egiziano dell’Alma Mater arrestato nel suo paese lo scorso 8 Febbraio – si rimanda all’articolo di Alessandra Piazza per un approfondimento.

 Il corteo, organizzato dal Consiglio degli studenti dell’Università di Bologna, ha registrato l’adesione delle autorità cittadine e una larga partecipazione da parte della popolazione bolognese che, mobilitandosi contro questa ingiustizia e dimostrando così la propria vicinanza allo studente, ha sfilato dalla sede del rettorato in via Zamboni 33 fino al palazzo comunale in piazza Maggiore.

Manifestazione 17 Febbraio, Via Zamboni

La marcia, aperta dalle istituzioni, non si è svolta all’insegna di alcuna bandiera di rappresentanza, ad eccezione del gonfalone comunale e di quello universitario, a dimostrazione del coinvolgimento dell’intera comunità universitaria e cittadina. Slogan e cori hanno accompagnato la richiesta di liberazione immediata del collega egiziano, e di un’azione più decisa da parte dello Stato e dell’Unione Europea nei confronti del regime autoritario del generale al-Sisi, attraverso il ritiro degli ambasciatori, la dichiarazione dell’Egitto come Paese non sicuro e la rottura degli accordi economici, commerciali, militari, politici ed accademici. 

Inevitabile è stato poi il riferimento al caso Regeni, per il quale, a quattro anni di distanza, non è stata ancora ottenuta giustizia.

Una volta raggiunta piazza Maggiore, le voci del Consiglio degli studenti si sono confuse a quelle delle autorità, che ai piedi del municipio hanno alternato diversi interventi.

Manifestazione 17 Febbraio, Piazza Maggiore

Il primo è stato quello del Magnifico Rettore Francesco Ubertini, che ha ringraziato per la presenza le colleghe, i colleghi, le studentesse, gli studenti, i cittadini e le cittadine, i quali non sono rimasti indifferenti dinanzi alla violazione dell’inalienabile diritto alla libertà di pensiero; una polis accademica interculturale, quella presentatasi in piazza, che non conosce frontiere nazionali e cresce grazie allo scambio e al confronto. 

Patrick è un cittadino di questa comunità che ha bisogno “del suo desiderio di sapere, delle sue domande in aula, dei suoi dubbi per continuare a far avanzare lo spirito critico e tener vivo il fuoco della conoscenza che mai si esaurisce”. 

Il Rettore, dopo aver espresso la vicinanza dell’intera comunità a Patrick, ha concluso il suo intervento con un riferimento al concetto di cittadinanza del mondo, tratto dall’opera Coltivare l’Umanità di Marta Nussbahum. 

La parola è passata quindi al Sindaco Virginio Merola che, in riferimento alla storia di Bologna, ha sottolineato come, in passato, la città abbia dimostrato in più occasioni la sua avversione all’oppressione, all’egoismo e all’indifferenza: non a caso il gonfalone cittadino riporta la scritta “Libertas”, la stessa libertà negata a un cittadino bolognese, dal momento che essere studente dell’Alma Mater significa anche essere cittadino di Bologna. 

La storia della città, inoltre, può anche essere un prezioso insegnamento per il popolo egiziano, che non deve osteggiare il terrorismo negando la libertà d’espressione. 

Facendo poi riferimento all’udienza del 22 Febbraio, che potrebbe stabilire un’eventuale scarcerazione di Patrick Zaky, il primo cittadino ha rivolto un appello alle istituzioni statali e all’Unione Europea, invitando gli stati membri all’unità contro questa grave violazione dei diritti umani: gli interessi economici non devono e non dovranno mai prevalere sulla difesa della libertà, fondamento e garanzia di futuro degli Stati Uniti d’Europa. 

Ai primi due interventi si sono successivamente aggiunti quelli di un rappresentante della Chiesa e di tre studentesse che hanno letto la Dichiarazione dei diritti umani in lingua italiana, inglese e spagnola. 

La manifestazione si è conclusa con l’intonazione della celebre canzone Imagine, inno di libertà e uguaglianza, scritto da John Lennon.

L’attenzione sulla vicenda di Patrick Zaky resta ancora alta, in attesa dell’importante udienza del 22 febbraio, della quale troverete sicuramente riscontro sul nostro sito. 


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